FONDAZIONE S.O.S. IL TELEFONO AZZURRO ETS
IL NOSTRO IMPEGNO È DI ASCOLTARE IL DISAGIO DEI GIOVANI
Sicurezza, prevenzione e partecipazione: una riflessione di Telefono Azzurro
Gli episodi di violenza che hanno accompagnato le manifestazioni del 17 e 18 ottobre a Milano e in altre città italiane pongono interrogativi profondi sul rapporto tra le nuove generazioni e la società adulta. Interrogano anche la capacità delle istituzioni di comprendere i cambiamenti in corso e di rispondere in modo efficace.
Le aggressioni, i danneggiamenti e i saccheggi devono essere condannati senza ambiguità. La sicurezza delle persone e la tutela dei beni sono responsabilità fondamentali delle istituzioni. A chi ha subito danni, alle persone ferite e agli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti va la nostra solidarietà. È però necessario distinguere le condotte violente dal diritto di manifestare pacificamente.
La partecipazione di adolescenti e giovanissimi a episodi di violenza collettiva richiede uno sforzo di comprensione che non si esaurisca nella risposta di ordine pubblico. Comprendere non significa giustificare. Significa interrogarsi sulle diverse responsabilità individuali e sulle condizioni sociali, educative e culturali entro cui alcuni comportamenti maturano.
Le difficoltà economiche, il senso di esclusione, la ricerca di appartenenza, la sfiducia verso il futuro e le dinamiche di gruppo sono fattori che meritano di essere indagati. Non possono essere assunti automaticamente come cause degli episodi di Milano. Allo stesso modo sarebbe improprio associare la violenza giovanile ai disturbi mentali: la sofferenza psicologica, il disagio sociale e le condotte antisociali sono dimensioni differenti, che possono interagire ma non devono essere confuse.
Le piattaforme digitali aggiungono nuove complessità. I social possono accelerare la mobilitazione, amplificare l’emulazione e rendere rapidamente visibili condotte rischiose. Occorre studiare tali processi senza criminalizzare le tecnologie e senza cancellare la responsabilità delle persone. Anche le imprese digitali devono contribuire a prevenire la diffusione e l’amplificazione di contenuti che incoraggiano comportamenti pericolosi.
Telefono Azzurro, attraverso quasi quarant’anni di esperienza nell’ascolto e nella tutela dei bambini e degli adolescenti, considera essenziale introdurre nel dibattito un elemento ancora troppo spesso trascurato: la voce dei ragazzi. Non possiamo comprendere le nuove generazioni se continuiamo a parlare soltanto di loro, senza parlare con loro.
La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce ai minorenni il diritto di essere ascoltati nelle questioni che li riguardano (articolo 12), la libertà di espressione (articolo 13) e la libertà di riunirsi pacificamente (articolo 15). Gli stessi principi richiedono di tenere conto dei diritti degli altri e delle limitazioni legittimamente previste dalla legge. Gli articoli 37 e 40 richiamano inoltre garanzie specifiche e finalità di reinserimento per i minorenni coinvolti nel sistema di giustizia.
Il nuovo provvedimento in materia di sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre rende particolarmente urgente una valutazione attenta delle misure riguardanti gli adolescenti, della loro proporzionalità e del loro impatto educativo. La tutela della sicurezza deve accompagnarsi alla prevenzione, alla responsabilizzazione e alla disponibilità di percorsi educativi credibili.
Gli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 19 e del 21 ottobre invitano a un’analisi approfondita delle nuove manifestazioni di violenza e a uno sguardo più ampio sul malessere, sulle incertezze e sulle prospettive delle giovani generazioni. È un richiamo che riguarda tutte le istituzioni e le forze sociali.
Per contribuire a questa riflessione, Telefono Azzurro propone un percorso nazionale, pluralista e non partitico di ascolto degli adolescenti e dei giovani adulti, seguito da un confronto con esperti, scuole, comunità educative e rappresentanti istituzionali. Il percorso dovrebbe raccogliere esperienze e proposte da contesti differenti, nel rispetto della volontarietà e della riservatezza dei partecipanti.
La Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre può offrire l’occasione per condividere una prima restituzione delle voci raccolte e promuovere proposte concrete su partecipazione, educazione, prevenzione della violenza e cultura digitale.
Ascoltare i giovani non significa rinunciare alle regole. Significa rendere più credibile il patto tra generazioni, riconoscere i problemi prima che diventino emergenze e offrire ai ragazzi occasioni reali per contribuire alla vita democratica.
Roma, 23 ottobre 2026


