Il Professore Ernesto Caffo “Ogni voce ascoltata è un passo concreto verso un futuro più giusto e più umano. Un bambino ascoltato sarà davvero un adulto sereno”
Telefono Azzurro ha promosso oggi il convegno “Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno”. Un appuntamento che si inserisce nel solco delle iniziative di sensibilizzazione per la seconda Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori, istituita nel 2024, promossa dalla Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri della Difesa, dell’Istruzione e del Lavoro, e della RAI.
L’appuntamento principale ha avuto luogo a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), mentre iniziative parallele sono state organizzate anche in altre città, tra cui Milano, presso Palazzo Lombardia e in collaborazione con il CoreCom, e Palermo, presso la Biblioteca dell’Archivio Storico Comunale.
Hanno portato i saluti istituzionali, tramite messaggio, il Presidente del Senato Ignazio La Russa; il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana; il Vicepresidente del Senato Licia Ronzulli; il Ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati; il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Il Presidente della Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS, Professor Ernesto Caffo, ha condiviso i dati più recenti del Dossier 2025 del Servizio di Ascolto 1.96.96. Secondo il Dossier, quasi l’88% dei casi gestiti dal servizio si concentra su quattro aree chiave: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%).
“Ascoltare non è mai un atto neutro: è il momento in cui il silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si radicalizzi. Oggi più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale, relazioni e dimensione digitale, l’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro”, ha dichiarato il Professor Ernesto Caffo, Presidente della Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS.
Per il Presidente del CNEL Renato Brunetta “L’ascolto rappresenta un pilastro della nostra convivenza civile. I dati illustrati oggi dal dossier di Telefono Azzurro delineano un quadro che non possiamo ignorare. La salute mentale, le crescenti difficoltà relazionali e le nuove insidie del mondo digitale rappresentano i principali motori della richiesta di aiuto delle giovani generazioni. È particolarmente allarmante l’emergere di nuove vulnerabilità legate all’Intelligenza Artificiale Generativa. Di fronte a un disagio psicologico che riguarda oltre un terzo dei casi gestiti dai servizi di supporto, dobbiamo riconoscere i giovani come destinatari di politiche e protagonisti attivi nelle scelte che li riguardano”.
Durante i dibattiti di Roma, Milano e Palermo, articolati in tre sessioni tematiche – Benessere psicologico, Generazioni in trasformazione e Social media e intelligenza artificiale – i ragazzi delle scuole di tutta Italia hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni, esperti di media education, psicologi, docenti e membri del mondo associativo. Tra i temi affrontati, il rapporto tra salute mentale e vita digitale, le transizioni generazionali e la necessità di contrastare il rischio di isolamento, sfiducia e solitudine nei più giovani.
La strategia futura di Telefono Azzurro punta su un’alleanza sistematica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione. In questo modello, il digitale assume un ruolo cruciale come “ponte” verso l’aiuto, capace di abbassare la soglia di accesso per i più giovani utilizzando linguaggi a loro familiari e garantendo una presenza più continua nel passaggio dalla richiesta di supporto alla tutela effettiva. L’obiettivo strategico è trasformare l’ascolto da ricezione passiva a risposta attiva, creando un ecosistema sicuro e non giudicante dove ogni segnale di disagio possa essere accolto e trasformato in un percorso di crescita condivisa e protezione concreta.



