Bollettino 2025 del Servizio 1.96.96: salute mentale, disagio digitale e adolescenza al centro delle richieste di aiutod adolescents at the center
Giulia, 16 anni, ha contattato il servizio 1.96.96 di Telefono Azzurro dopo aver scoperto che un compagno di classe aveva creato e diffuso immagini generate tramite intelligenza artificiale che la ritraevano in modo fortemente allusivo. Il disagio nasce non soltanto dall’esistenza di quelle immagini, ma anche dall’impossibilità di avere garanzie sulla loro effettiva eliminazione o sulla mancata reiterazione del comportamento. La situazione amplifica il malessere della ragazza e aumenta la frequenza degli attacchi di panico, in un quadro già seguito da una psicologa. Il Servizio ha accolto la domanda di aiuto, offerto ascolto e contenimento e attivato i servizi territorialmente competenti per la tutela della minore.
E’ questa una delle tante storie raccontate all’interno del Dossier 2025 del Servizio di ascolto 1.96.96 della Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS, presentato in occasione della seconda Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori; il testo raccoglie e analizza i casi registrati nel periodo compreso tra gennaio 2025 e gennaio 2026. Il documento offre una lettura approfondita dei bisogni che oggi riescono a emergere e a trasformarsi in domanda di aiuto, restituendo un quadro preciso delle fragilità che attraversano l’infanzia e l’adolescenza nel nostro Paese.
Un servizio multicanale, sempre più digitale
Dalla sua nascita nel 1987 a oggi, il 1.96.96 ha accompagnato complessivamente 95.459 casi. Nel corso degli anni il servizio si è evoluto insieme ai linguaggi e ai bisogni dei più giovani: la chat è oggi il principale canale di accesso, con il 58,2% dei casi, seguita dal telefono (31,2%) e da WhatsApp (6,9%). Questo dato non è neutro: per molti ragazzi, scrivere rappresenta una soglia di accesso più sostenibile rispetto alla parola immediata, soprattutto quando il vissuto è delicato o difficile da esprimere.
Chi chiede aiuto
Il servizio intercetta soprattutto la fascia adolescenziale: quasi due casi su tre (65,1%) riguardano ragazzi e ragazze tra i 14 e i 17 anni. Le due classi più rappresentate sono 14–15 anni (32,6%) e 16–17 anni (32,5%), mentre la fascia 11–13 anni rappresenta il 18,9% dei casi. I casi riferiti a femmine costituiscono il 58,6% del totale.
I bisogni principali
Quattro aree raccolgono circa l’88% di tutti i casi registrati:
- Salute mentale (35,3%): è l’area più frequente. Al suo interno prevalgono disagio emotivo e psicologico (52,3% dei casi dell’area), suicidio (20,8%) e atti autolesivi (16,6%). I casi riferiti a femmine raggiungono in quest’area il 67,8%.
- Difficoltà relazionali (28,5%): riguardano soprattutto i rapporti con i genitori, che rappresentano il 61,0% dei casi dell’area.
- Abuso e violenza (18,2%): con prevalenza dell’abuso fisico (45,1%) e un profilo di utenza relativamente più giovane rispetto alle altre aree.
- Internet (6,1%): la sextortion è il segnale più visibile (38,1% dei casi dell’area) ed è l’unica tra le principali aree a prevalenza maschile (53,7%).
Il digitale come nuovo spazio di rischio
Il Bollettino dedica particolare attenzione ai rischi emergenti legati all’Intelligenza Artificiale Generativa. I dati raccolti da Telefono Azzurro con Ipsos/Doxa – e presentati nel corso del Safer Internet Day 2026 – mostrano che il 35% dei ragazzi tra 12 e 18 anni dichiara di utilizzare strumenti di IA tra le proprie attività online e che il 75% afferma di usare chatbot IA. Tra i rischi percepiti dai ragazzi stessi figurano i deepfake e le immagini false (40%), la dipendenza (28%) e la perdita di privacy (22%).
Il valore pubblico dell’ascolto
«Ascoltare non è un atto neutro. Quando un bambino o un adolescente trova il coraggio di raccontare la propria sofferenza, qualcosa cambia: un disagio fino a quel momento rimasto chiuso nel silenzio acquista parole, forma, possibilità di essere condiviso. È in questo passaggio, dal silenzio alla parola, che nasce la possibilità dell’aiuto», scrive Ernesto Caffo, Presidente di Fondazione S.O.S. Il Telefono Azzurro ETS, nella sua Prefazione.


