Telefono Azzurro in prima linea con ECLAG nell’appello europeo per la proroga dei sistemi di protezione dei minori online
È una decisione reale, con conseguenze immediate e potenzialmente devastanti per tutti i minori, in Europa e non soloi: dal 3 aprile 2026, a causa dello stallo politico a livello europeo, i fornitori di servizi online nell’Unione Europea non potranno più individuare, rimuovere e segnalare contenuti di abuso sessuale su minori sulle proprie piattaforme.
Una scelta che Telefono Azzurro, insieme alla coalizione internazionale ECLAG e ad altre 247 organizzazioni impegnate nella tutela dell’infanzia, condanna con la massima fermezza tramite una lettera congiunta ai decisori europei.
Al centro della denuncia, la mancata proroga da parte del Parlamento europeo, con il voto dello scorso 26 marzo, del Regolamento transitorio (EU Regulation 2021/1232) che finora aveva consentito alle piattaforme di agire volontariamente contro questi crimini.

Un vuoto normativo senza precedenti
Il voto contrario del Parlamento europeo ha creato un vuoto giuridico che impedisce alle piattaforme di continuare le attività di rilevazione volontaria dei contenuti di abuso. Le conseguenze sono immediate: si blocca uno dei principali canali attraverso cui le forze dell’ordine ottengono informazioni decisive per avviare indagini e salvare le vittime: secondo le ultime rilevazioni, infatti, oltre l’80% dei casi presi in carico dalle autorità investigative nasce proprio da segnalazioni delle piattaforme.
L’allarme del Presidente Ernesto Caffo
Per Telefono Azzurro, in prima linea da quarant’anni nella prevenzione e nel contrasto degli abusi sessuali sui minori, anche nell’ambiente digitale, sviluppando strumenti di ascolto, segnalazione e intervento a supporto delle vittime, rappresenta «il più grande rischio per la protezione dei bambini online degli ultimi dieci anni», come ha suggerito il Presidente Ernesto Caffo nell’ultima settimana.

Telefono Azzurro denuncia come la decisione sia stata condizionata da un “dibattito ideologico” che ha finito per mettere in secondo piano la tutela dei minori, con un effetto diretto: l’indebolimento dell’intero sistema di prevenzione digitale.
Non solo. In qualità di Trusted flagger riconosciuto a livello europeo, Telefono Azzurro rischia ora di vedere compromessa la propria capacità operativa: meno segnalazioni, meno interventi tempestivi, meno possibilità di proteggere concretamente i bambini.
Un arretramento grave e irresponsabile
Secondo Telefono Azzurro, quanto accaduto rappresenta un arretramento senza precedenti nella protezione dei minori nello spazio digitale. La rilevazione proattiva degli abusi non è un’opzione: è uno strumento fondamentale che negli ultimi dieci anni ha permesso di salvare vite, identificare vittime e fermare criminali.
Rinunciarvi oggi significa smantellare uno dei pilastri della sicurezza online.
Senza rilevazione, più abusi e meno giustizia
L’esperienza del passato è chiara: quando i sistemi di individuazione si fermano, i reati aumentano e le segnalazioni crollano. Durante il precedente vuoto normativo del 2021, i casi emersi sono diminuiti drasticamente, non perché gli abusi fossero diminuiti, ma perché nessuno era più in grado di intercettarli.
L’appello all’Europa: agire subito
Telefono Azzurro lancia un appello urgente alle istituzioni europee: serve immediatamente un quadro normativo stabile, efficace e permanente, capace di garantire la continuità delle attività di individuazione e protezione.
Attraverso una collaborazione costante con istituzioni, forze dell’ordine e network internazionali, Telefono Azzurro ha contribuito in modo concreto all’emersione dei casi, alla rimozione dei contenuti illegali e alla promozione di politiche di tutela più efficaci. Un impegno continuativo che si traduce ogni giorno in azioni operative e advocacy, con l’obiettivo di garantire ai bambini e agli adolescenti un ambiente online più sicuro e protetto.
Ogni giorno senza strumenti di rilevazione è un giorno in cui i bambini restano esposti.


