Valentina Grippo

Come si impegnerà concretamente, nella prossima legislatura, affinché i temi e i bisogni dell’infanzia siano un tema sostanziale della politica e delle istituzioni?

Il lavoro di sensibilizzazione portato avanti dalla Fondazione Telefono Azzurro da oltre 35 anni sulla grande questione della tutela dei diritti dei minori è di fondamentale importanza, soprattutto nella misura in cui richiama le forze politiche alle proprie responsabilità, chiedendo loro di rimettere i diritti di bambini e adolescenti al centro di qualsiasi discorso sullo sviluppo dell’Italia. Voglio quindi esprimere piena adesione e convinto sostegno, sia a titolo personale che a nome della lista Calenda Azione-Italia Viva, al decalogo del Manifesto per l’Infanzia e l’Adolescenza, presentato dalla Fondazione in occasione delle prossime elezioni. Voglio prendere un impegno concreto sulle misure da porre all’attenzione del prossimo Parlamento. La prima linea di difesa contro gli abusi è la scuola, se non altro per la quantità di ore delle loro giornate che i nostri figli passano in quelle mura. Dobbiamo quindi mettere gli insegnanti nella condizione di identificare prontamente i sintomi di un abuso o di una violenza, fornendo loro gli strumenti adatti per intervenire in modo efficace. Questo significa assicurare ai nostri docenti l’accesso a corsi di formazione psicopedagogica finalizzati non soltanto a riconoscere una situazione di pericolo, ma anche a saperla approcciare nel modo giusto, sia in riferimento diretto alla vittima, che alle dinamiche di gruppo tra la vittima stessa e gli altri ragazzi. Bisogna poi garantire ai docenti la possibilità di segnalare in modo anonimo alle autorità competenti le situazioni di emergenza, incentivando così le denunce che troppo spesso non vengono fatte per paura di rimanere coinvolti. Prioritario è inoltre finanziare in modo adeguato l’istituzione della figura dello psicologo scolastico, che deve essere un punto di riferimento costante, a cui rivolgersi per tutte le fragilità all’interno dei nostri istituti formativi. Infine, penso che l’informazione sui rischi della rete per i minori debba iniziare a scuola e si debba fondare sulla cooperazione con le famiglie.

Quale/i azione/i del Manifesto considera maggiormente affine/i alla sua attività politica e come intende tutelarla/e?

In particolare, credo sia molto importante investire nello sviluppo di sistemi di verifica dell’età su internet, per impedire che i nostri bambini entrino in contatto con contenuti pericolosi. Sono madre di tre figli e so bene quanto precoce sia ormai l’accesso alla rete per i nostri ragazzi. Dobbiamo quindi certamente poter identificare gli utenti digitali under 13, al fine non solo di proteggere i loro dati, ma anche di bloccare l’accesso a contenuti pericolosi. Faccio l’esempio della pornografia, un tema troppo spesso trascurato e ancora taboo. Ebbene, numerosi studi scientifici hanno dimostrato da tempo gli effetti devastanti della pornografia online sullo sviluppo psico-fisico, in particolare dei minori. In Italia, i primi accessi alla pornografia online si hanno verso gli 11 anni, anche a causa dell’assenza di politiche di educazione sessuale nelle nostre scuole. In Francia, dietro pressioni di alcune associazioni per i diritti dei bambini, il governo di Emmanuel Macron, che come noi fa parte in Europa del gruppo Renew Europe, ha recentemente promosso misure che mirano a bloccare i siti pornografici che non verificano l’età degli utenti, i quali dovranno avere più di 18 anni. Non si tratta di una misura oscurantista o bigotta, come potrebbe pensare qualcuno, bensì di necessari strumenti per tutelare i nostri minori e impedire che possano entrare in contatto con contenuti dannosi per il loro sviluppo. Ritengo che la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza siano centrali per il benessere collettivo futuro, a maggior ragione perché, proprio dalla educazione dei nostri bambini e tramite campagne di prevenzione, possiamo incidere sullo sviluppo di patologie sociali (dipendenze, violenze di genere, abusi, etc.), riducendone l’impatto sul corpo sociale. Noi della Lista Calenda, dunque, saremo in prima linea su questa battaglia.

In quale misura ritiene che la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza siano centrali per il benessere collettivo futuro?

Mettere al centro l’infanzia significa mettere al centro il futuro. Se non aiutiamo i bambini e gli adolescenti a crescere solidi, e parlo di tutti anche di chi non incorre in problemi diretti, mettiamo a rischio il nostro futuro. Sembra scontato, ma non tutti si rendono conto che non prevedere investimenti sull’infanzia significa decretare la morte della società. Nel nostro programma vogliamo, ad esempio, potenziare le linee di ascolto e anche nel vostro Manifesto sono al primo posto. L’ascolto è fondamentale per capire quali cose sono le priorità di intervento. Anche nel privato soltanto parlando prima con i miei figli riesco ad aiutarli adeguatamente. Il Covid ha travolto terribilmente la fascia più anziana della società, ma ha anche lasciato segni indelebili nei nostri ragazzi e per via della situazione emergenziale non si è intervenuti subito su questo, ne stiamo ancora capendo gli impatti. Ci sono bambini che per mesi non hanno più visto la mimica facciale, i sorrisi, adolescenti che proprio nel periodo in cui iniziano il distacco dal nucleo famigliare e lo sviluppo della propria identità non hanno potuto avere contatti con i loro coetanei. Adesso dobbiamo supportarli adeguatamente.

Torna alla home