Sandra Zampa

Si sente dire spesso, fuori e dentro la politica, che infanzia e adolescenza devono essere temi cardinali nell’azione di governo. E lo si fa quasi sempre riferendosi a un generico “Futuro”.
Tutto sta nell’intendersi su cosa questa parola significhi. Per me, il Futuro è innanzitutto un diritto. Un diritto che spetta soprattutto ai più piccoli, e che ne porta con sé tanti altri, non meno importanti.
Come il diritto a vivere un’infanzia e un’adolescenza felici e ricche di opportunità. Il diritto a crescere in una realtà sociale e familiare che sia capace di soddisfarne i bisogni, le aspirazioni e affrontarne i timori e le paure. Il diritto a muoversi in un Ambiente sano, sicuro, che possa favorire il gioco e l’aggregazione.
Il diritto a coltivare i propri sogni, offrendo a ciascuno l’opportunità di realizzarli. Il diritto allo studio e all’informazione, grazie a una scuola pubblica, accessibile e di qualità e a media vecchi e nuovi che non li trattino come consumatori, ma come individui cui spetta il diritto di istruirsi, formarsi opinioni autonome e interagire col mondo in assoluta sicurezza.
L’attenzione al digitale, giustamente inserita nel vostro Manifesto, è un aspetto dirimente. Perché se la Pandemia, costringendoci al lockdown e all’introduzione di strumenti come la Dad, ci ha insegnato quanto possano essere potenti gli strumenti tecnologici di cui disponiamo oggi, ci ha insegnato anche che questi strumenti non bastano affatto a garantire i diritti dei più giovani. Spesso, anzi, possono risultare nocivi.
Pensiamo ad esempio al digital divide, e a tutte quelle bambine e quei bambini che, nei primi duri mesi pandemici, a causa della mancanza in casa di strumentazioni adeguate, non hanno potuto svolgere un lineare percorso scolastico o non hanno potuto interagire con le proprie compagne e i propri compagni. Pensiamo, per converso, a quanto possa essere altrettanto pericolosa e alienante una sovraesposizione a queste tecnologie, che può sfociare in fenomeni di isolamento sociale come quello degli hikikomori o incappare in violenze e reati atroci come il cyber bullismo e la pedofilia. Mantenendo alta la guardia di istituzioni e famiglie, bisogna imboccare decisi una strada che, a parere mio, non può che essere quella dell’educazione e sensibilizzazione dei giovani al corretto utilizzo degli strumenti digitali.
C’è poi un altro aspetto del vostro Manifesto che mi preme sottolineare, e che ha fortemente caratterizzato la mia azione politica negli scorsi anni. Perché fra i diritti che associo al diritto al Futuro c’è senza dubbio la Salute. Una Salute che, a maggior ragione per i più giovani, non può che essere “globale”: mentale e fisica. Una Salute pubblica e prossima ai cittadini di ogni età, fondata sul principio della prevenzione. Un tassello fondamentale, se vogliamo essere davvero in grado di contrastare fragilità ed esclusione sociale.
Infine, come sempre, conta il merito ma anche il metodo. E il mio è sempre stato quello dell’attenzione e dell’ascolto verso chi – non importa se singolo, associazione o operatore di settore – si impegna quotidianamente per rendere la nostra una società migliore, più coesa, più giusta. L’ho fatto quando, da Parlamentare, ho promosso la legge poi approvata che tutela i diritti dei minori stranieri non accompagnati. L’ho fatto da Sottosegretaria al Ministero della Salute, durante la Pandemia o quando ho deciso di riattivare il Tavolo Nazionale sulla Salute Mentale.
E se avrò l’onore di essere eletta dai cittadini, lo farò anche con chi, come voi, da oltre trent’anni vigila e tutela gli interessi dei più giovani.

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