Mi sono svegliata e ho visto sui social della guerra. Ho pianto fortissimo, quelle immagini mi hanno fatto molta paura. È appena finita la pandemia, forse, e adesso anche questo. Ho pianto così tanto che avevo paura mi stesse venendo un attacco di panico. Cosa succederà adesso? Arriverà anche qui?”. 24 febbraio 2022, Giuliana, 15 anni, contatta Telefono Azzurro tramite chat.

 

Al termine di un biennio in cui la pandemia ha minato ogni certezza, ogni possibilità di progettare e di immaginarsi stabilmente nel futuro, la paura per quanto accaduto in Ucraina tocca grandi e piccoli.

La velocità e la massività con cui le immagini, vere o fake, vengono condivise sui social rendono quanto sta accadendo ben più vicino della mera collocazione geografica.

Già da oggi molti ragazzi hanno contattato per condividere le loro paure: è urgente accoglierle, legittimarle e costruire con loro delle risposte che scongiurino quantomeno il rischio di vivere tale situazione in modo confuso. Un supporto nella decodifica delle informazioni e delle immagini che via via si stanno diffondendo può essere centrale.

Può essere difficile decidere cosa sia meglio affrontare, cosa omettere, come e quando spiegare quanto sta avvenendo. L’adeguatezza di una spiegazione dipende inoltre da diversi fattori quali l’età del bambino, il suo momento di sviluppo, il tipo di esposizione all’evento, le esperienze personali e sociali pregresse ed altri fattori contestuali.

Ad esempio, i bambini più piccoli non sono ancora in grado di elaborare autonomamente i fatti e possono essere molto condizionati dalla reazione emotiva degli adulti che li circondano: un genitore spaventato trasmetterà più probabilmente la propria paura al figlio. Difronte a qualcosa di nuovo e non conosciuto, i bambini osservano gli adulti per cercare di capire cosa pensare, come comportarsi e come reagire di fronte ad eventi improvvisi e sconvolgenti, come una guerra.

Gli adolescenti, invece, avendo acquisito competenze cognitive ed emozionali utili ad affrontare eventi tragici e violenti e vivendo in una fase di forte individualizzazione possono sentirsi coinvolti nelle vicende umane e politiche relative a una guerra. Questo potrebbe accrescere in loro il desiderio di prendere una posizione a riguardo, di discuterne e parlarne con i coetanei, ma anche con gli adulti di riferimento.

 

 

Come affrontare il tema in famiglia

 

  • Accogliere le emozioni del bambino e porsi in un ascolto attento ai messaggi verbali e non verbali
  • Aiutare i bambini a dare dei nomi ai propri sentimenti e alle proprie emozioni, rispettandole e favorendone l’espressione
  • Prendere sul serio le paure dei figli, senza sminuirle e parlarne con loro utilizzando un linguaggio adeguato alla loro età
  • Spiegare la funzione delle paure: spesso servono a proteggerci dai pericoli dell’ambiente circostante
  • Chiedere la loro opinione: può essere utile a ridefinire eventuali convinzioni sbagliate
  • Rispettare il desiderio del bambino di non parlare di questi temi, se espresso
  • Prestare particolare attenzione alle nostre reazioni: i bambini ed i ragazzi sono influenzati dal nostro comportamento e la paura può essere molto “contagiosa”
  • Fare attenzione al contenuto e alle modalità degli scambi verbali in famiglia o con gli amici: spesso non ci si rende conto di quanto certe affermazioni per noi banali, possano influenzare il pensiero dei bambino o dei ragazzi (es. “non si è più sicuri neanche a casa propria”)
  • Scegliere con i propri figli letture o video specifici da affrontare da soli o con voi: non a tutte le domande dei figli è necessario avere una risposta
  • Ricordare ai bambini che possono controllare l’esposizione a qualcosa che li disturba: si possono chiudere gli occhi o spegnere la tv se un’immagine è troppo forte e fonte di ansia

 

Se sei un adulto e hai bisogno di una consulenza, puoi contattare il Servizio 19696 di Telefono Azzurro per concordare un appuntamento telefonico.

 

Se sei un bambino o un ragazzo e hai bisogno di un supporto ti puoi rivolgere al Servizio di Ascolto 1.96.96, sempre attivo, tramite telefono o chat.
 
 

Scuola

 

Anche in situazioni come quella che l’attualità ci sta mostrando la scuola ha un ruolo fondamentale; infatti, non solo è il luogo dove bambini e ragazzi trascorrono gran parte della giornata, ma è anche per loro un momento di incontro e confronto, tra pari e con gli insegnati.

Per molti studenti, sia piccoli che più grandi, i docenti rappresentano un essenziale punto di riferimento a cui fare domande di approfondimento, ma anche a cui chiedere un aiuto in caso di difficoltà.

Quando fatti così drammatici irrompono nella quotidianità, può essere importante, compatibilmente con le esigenze di programma e l’età dei bambini o ragazzi, prevedere momenti di confronto, occasioni per lo scambio di idee e magari anche di paure.

 
 

Come affrontare il tema a scuola

 

  • Coltivare un clima che favorisca anche a scuola l’espressione delle emozioni in relazione a quanto si sta vivendo
  • Accogliere le emozioni del bambino o del ragazzo e porsi in un ascolto attento ai messaggi verbali e non verbali
  • Aiutare i bambini e i ragazzi a dare dei nomi ai propri sentimenti e alle proprie emozioni
  • Proporre attività, anche in gruppo, che favoriscano lo scambio di idee, di opinioni e anche di emozioni
  • Osservare eventuali cambi di comportamento che, soprattutto nei più piccoli, potrebbero essere il segnale di un disagio vissuto
  • Organizzare momenti, più o meno strutturati e adeguati all’età dello studente, per discutere delle notizie della settimana o del giorno
  • Organizzare momenti dedicati all’approfondimento e alla discussione di specifici argomenti (es. la storia dei paesi direttamente coinvolti nel conflitto) per promuovere un atteggiamento critico e favorire la creazione di una idea propria
  • Scegliere con i propri studenti letture o video da fruire e commentare insieme, magari chiedendo a loro di proporre su quale contenuto concentrare la riflessione

 

Se sei un docente e hai bisogno di una consulenza, puoi contattare il Servizio 19696 di Telefono Azzurro per concordare un appuntamento telefonico.

Se sei un bambino o un ragazzo e hai bisogno di un supporto ti puoi rivolgere al Servizio di Ascolto 1.96.96, sempre attivo, tramite telefono o chat.

 

25 Febbraio 2022

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