Un bambino o adolescente che subisce un abuso sessuale è vittima di un crimine orribile, doloroso, umiliante e traumatico. La drammatica esperienza di abuso inoltre si amplifica quando le immagini o i video ritraenti il reato vengono diffuse in rete. 

Quando questo accade, oltre al danno causato dagli abusi fisici, il minore subisce un ulteriore grave violazione del suo diritto alla privacy e del suo diritto alla dignità umana.

Parlando con le vittime di abusi resi pubblici sul web, è emersa una chiara e comune posizione sul ruolo che le aziende tecnologiche dovrebbero ricoprire in questo contesto. 

La richiesta è una: che ogni internet service provider impieghi prontamente ed efficacemente tutti gli strumenti e i meccanismi per l’identificazione, localizzazione ed eliminazione di immagini e video ritraenti abusi sui minori. 

Per le vittime che intraprendono un percorso di recupero, è importante sapere che si sta facendo tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo. Devono sapere che il danno che hanno subito viene affrontato e preso sul serio.

La disponibilità di materiale pedopornografico in rete, oltre creare e sostenere attività illecite e reti pedofile, rappresenta una reale minaccia per ogni bambino e adolescente. 

Per questi motivi, le associazioni e organizzazioni che lavorano per la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti e gli individui indicati di seguito hanno firmato questa lettera esprimendo la loro più profonda preoccupazione per la possibilità che nel dicembre 2020 le direttive contenute nel  Codice europeo per le comunicazioni elettroniche vengano meno. Si tratta di uno strumento attualmente in uso per l’identificazione e cancellazione di materiale pedopornografico online di vitale importanza per garantire la protezione dei minori sul web.

Come si è giunti a questo momento è una questione importante. 

Con la presente siamo a chiedere alle istituzioni europee di trovare il modo di mantenere lo status quo giuridico attualmente vigente in attesa della risoluzione della questione a lungo termine.

Si tratta di una richiesta particolarmente sentita poiché i sistemi proattivi che abbiamo qui sopra descritto sono in uso dal 2009. Le forze dell’ordine di tutto il mondo accolgono e apprezzano il contributo che questi sistemi di sicurezza danno alla protezione dei bambini e degli adolescenti. Si tratta di un esempio di partenariato pubblico-privato di grande successo che può portare direttamente all’identificazione e al recupero di bambini e adolescenti a rischio. 

13 Ottobre 2020

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