Giovedì 11 giugno alle 16 il quarto appuntamento della serie “Ripartiamo dai bambini e adolescenti” in diretta Facebook sulle pagine di Vita e di Telefono Azzurro. Con Riccardo Bonacina ed Ernesto Caffo, la viceministra all’Istruzione Anna Ascani, Adriano Ferrari, Professore Ordinario di Medicina Riabilitativa all’Università di Modena e Reggio Emilia, Anna Granata, docente di Pedagogia interculturale a Torino, Laura Borghetto, presidente di L’Abilità, Chiara Saraceno, professore ordinario di sociologia della famiglia presso la facoltà di scienze politiche di Torino, Francesca Fedeli, co-fondatrice di Fight The Stroke.

Il dibattito si concentrerà sui figli di stranieri, per i quali la scuola è primo irrinunciabile luogo di integrazione. Figli di genitori con problemi depressivi o in conflitto. Bambini con disabilità sensoriali o mentali. Bambini che hanno subito lutti in famiglia. Bambini a rischio di povertà, economica e culturale. La quarta puntata dei Dialoghi di Vita.it e di Telefono Azzurro si occuperà questa volta delle fatiche dei più vulnerabili e della necessità di ascolto e integrazione nell’immaginare il futuro prossimo dei servizi educativi e della scuola. Ne discuteremo con Adriano Ferrari, docente di medicina della riabilitazione a Modena, Anna Granata, docente di Pedagogia interculturale a Torino, Laura Borghetto, presidente di L’Abilità, Alberto Fontana, presidente Centro clinico Nemo e con la viceministra all’Istruzione Anna Ascani.

Nell’anno scolastico 2018/2019 gli alunni con disabilità che hanno frequentato le 55.209 scuole italiane sono stati poco più di 284mila, pari al 3,3% del totale degli iscritti, un contingente in costante crescita che è aumentato, negli ultimi 10 anni, di circa 91mila unità. 842.000 sono gli alunni che non hanno cittadinanza italiana e frequentano la scuola, il 10% del totale degli studenti. Il rischio oggi è che ci stiamo preoccupando di sostenere tante categorie danneggiate dal lockdown (commercianti, imprenditori, stabilimenti balneari e settore turismo) cercando e creando una serie di soluzioni, dimenticando bambini e famiglie. Il gap socio-educativo che la chiusura delle scuole ha accentuato tra i bambini appartenenti alle fasce economicamente più deboli della popolazione, per non parlare di chi subisce maltrattamenti in famiglia, oppure è affetto da disabilità va tenuto presente quando si progetta la ripartenza.

Più della metà dei docenti è dell’idea che i propri alunni con disabilità sia peggiorata durante il lockdown in termini comportamentali, ma soprattutto di autonomia, apprendimento e comunicazione. Quello che l’esperienza, gli aneddoti, le testimonianze avevano già documentato, ha ora il peso specifico di una fotografia ad ampio raggio, fatta di 3.170 questionari: l’inclusione scolastica, con la Didattica a Distanza, ha avuto uno stop. Sono questi i dati sintetici emersi dalle risposte al Questionario DAD e inclusione scolastica alunni/e con disabilità, realizzato dal 7 al 15 giugno 2020 dall’Università di Bolzano, l’Università LUMSA, l’Università di Trento e Fondazione Agnelli. Un’indagine online rivolta ai docenti delle scuole italiane con l’obiettivo di far emergere le difficoltà incontrate dagli allievi con disabilità a lavorare in modalità di Didattica a Distanza (DaD).

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9 Giugno 2020

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