L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) descrive la dipendenza patologica come una “condizione psichica, talvolta anche fisica, derivante dall’interazione tra un organismo e una sostanza, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comprendono un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”.

In altre parole, possiamo identificarla come un’alterazione del comportamento che, da semplice o comune abitudine, diventa una ricerca esagerata e senza controllo -patologica appunto- del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti.

Si può parlare di dipendenza quando vi è mancanza di controllo sulla durata e sull’uso di una sostanza o di un comportamento; la dipendenza può essere fisica o psicologica.
Nel primo caso l’organismo diventa dipendente dalla sostanza, la persona aumenta la soglia di tolleranza alla sostanza tanto da aumentare la dose per avere gli stessi effetti.

Quando si è fisicamente dipendenti, smettere di far uso di droga può portare a sintomi di astinenza, sempre diversi a seconda della sostanza, più in generale riconducibili a stanchezza, mal di testa, diarrea, dolori articolari, sudorazione.
La dipendenza psicologica si può presentare da sola o associata a quella fisica. Coloro che sono psicologicamente dipendenti, sono sopraffatti dal desiderio di fare uso della sostanza.

In aggiunta alle dipendenze da sostanza, assistiamo oggigiorno al dilagare delle ‘nuove dipendenze’, o ‘dipendenze senza sostanza’, dove l’oggetto della dipendenza è un comportamento o un’attività, talvolta lecita e socialmente accettata.
Si riferiscono a una vasta gamma di comportamenti anomali: tra esse possiamo annoverare il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo, la cosiddetta ‘new technologies addiction’ (dipendenza da TV, internet, social network, videogiochi), le dipendenze dal lavoro (workaholism), le dipendenze dal sesso (sex-addiction) e dalle relazioni affettive, e alcune devianze del comportamento alimentare come l’ortoressia o dell’allenamento sportivo come la sindrome da overtraining.

18 Novembre 2019

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