Il Presidente Ernesto Caffo al “Child Dignity in the Digital World”: «E’ necessario tradurre la ricerca in politiche concrete per tutelare le giovani generazioni»


In qualità di Direttore Scientifico del Congresso mondiale “Child Dignity in the Digital World”, il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, è intervenuto nella giornata inaugurale dell’evento, che ha visto, tra gli altri, gli interventi del segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli ed il presidente del Senato, Pietro Grasso.

«Questo Congresso è il risultato di quasi due anni di lavoro, al fianco della Pontificia Università GregorianaWeProtect ed i membri del Comitato direttivo» ha esordito il presidente Caffo, il quale ha, poco dopo, posto l’accento su quello che è uno dei tratti identificativi dei lavori: l’«adozione di una prospettiva multidisciplinare, che armonizzi differenti settori ed expertise». La necessità di un’azione concreta a tutela della dignità dei bambini, intesa quale diritto inalienabile ed universale, è resa ancor più pressante dalla crudezza di dati che delineano un quadro che richiede un intervento condiviso da parte di una pluralità di attori della società civile. Nonostante la difficoltà di determinare una stima precisa dei casi di abusi sessuali, in virtù della quota di “unreported cases”, «in Europa circa 18 milioni di bambini, secondo dati del 2013, sono vittime di abusi sessuali. Una serie di studi hanno certificato tassi di abusi sulle giovani generazioni che oscillano, per le bambine, tra il 7 ed il 36 per cento, che si trasforma in un “range” che va dal 3 al 29 per cento se si considerano i bambini». Ancora, prosegue Caffo, «nel 2016, l’Internet Watch Foundation ha quantificato in 57.335 gli URLs contenenti immagini di abusi sessuali sui bambini, con l’Interpol che nel 2016 ha stimato, ogni giorno, cinque vittime di abusi sessuali on-line».

Il tema degli abusi sessuali deve, ad oggi, necessariamente tenere conto del carattere dinamico della nostra società, con l’intervento di internet e delle nuove tecnologie che richiede una radicale riconfigurazione dell’analisi relativa alle dinamiche di socializzazione. Un’accelerazione in termini di sviluppo digitale che se da un lato offre opportunità fino a qualche tempo fa inesplorate, dall’altro pone a serio rischio le categorie più vulnerabili che ne hanno accesso. «Un’autorevole letteratura scientifica - sottolinea il presidente Caffo - mostra come esperienze negative nel corso dell’infanzia hanno un impatto enorme sui futuri adulti». Una realtà ed una dinamica di lungo periodo corroborata dai dati, laddove «nel 23% dei casi gli adulti che hanno subito tali esperienze necessitano di servizi di assistenza psicologica a vita».

Sul tema, un ruolo nevralgico è ricoperto dalla ricerca e dall’analisi scientifica del fenomeno, necessaria «per la comprensione delle origini complesse ed i fattori legati all’abuso sessuale. La ricerca è in grado di offrire la conoscenza e le basi per lo sviluppo di future azioni». E qui il presidente si sofferma su uno dei passaggi più importanti, ossia la traduzione dei contenuti della ricerche svolte in politiche attive e la complementarietà tra apporto scientifico ed iniziative sul campo. «Per quanto riguarda l’intervento, c’è bisogno di offrire formazione specializzata per i professionisti che lavorano in ambito educativo, dell’infanzia e dell’adolescenza. Standard qualitativi minimi dovrebbero essere stabiliti per gli operatori coinvolti. E’ poi cruciale mettere a disposizione risorse e supporto adeguati per la cura e le terapia delle vittime» sostiene il presidente.

Come emerso in modo trasversale negli interventi, le azioni da porre in essere necessitano di uno sforzo su più livelli, «anche con la collaborazione delle imprese e delle multinazionali che operano nel settore del digitale, fornendo nuove soluzioni ed innovazioni alla nostra lotta contro i trafficanti e gli sfruttatori».

«La portata del problema - ha concluso il professor Caffo, delineando la cornice entro la quale si svilupperà il Congresso -  il profilo degli abusanti, l’impatto della pornografia online sui bambini, le azioni a contrasto del cyber- bullismo, il traffico e l’abuso dei minori online, le leggi internazionali, il ruolo delle aziende, dei media, della società, dei Governi, delle Istituzioni e della Chiesa: questi argomenti, approfonditi nel corso delle sessioni della Conferenza grazie al contributo dei relatori, verranno discussi nei workshop con l’obiettivo di ottenere un’analisi multidisciplinare e una fusione di competenze, conoscenze e punti di vista».

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