Sexting


Perché i ragazzi scambiano foto e video a sfondo sessuale?

Scambiare delle foto o dei video a sfondo sessuale, anche di se stessi, è un comportamento sempre più diffuso, parte dell’espressione della sessualità di giovani e adulti. E’ indispensabile, però, sapere che qualora un minorenne invii o riceva immagini sessualmente esplicite, ritraenti  se stesso o suoi coetanei, vi sono dei rischi sia sul piano psicologico che sotto il profilo legale.

Nella maggior parte dei casi le foto sono inviate da ragazzi e ragazze ad amici (38,6% dei casi), fidanzati (27,1%), conoscenti (9,9%), estranei (22,7% dei casi), per gioco: per cercare la loro attenzione, per provocarne il desiderio, per rispondere alla richiesta di una “prova d’amore”.

Scattarsi una foto nudi e inviarla sono per lo più messi in atto seguendo l’impulso e senza pensare: il fatto di essere nella solitudine della propria camera, fa sentire i ragazzi/le ragazze protetti/e rispetto all’esplorazione della propria sessualità, che avviene quindi in modo disinibito. Il destinatario può, però, fare un uso improprio del materiale ricevuto, come nel caso di un fidanzato che lo invii ad altri per vendetta dopo essere stato lasciato.

Oltre a non essere consapevoli del fatto che le foto/i video possono arrivare nelle mani sbagliate o essere diffusi contro la propria volontà, i ragazzi con meno di diciotto anni spesso non sanno di produrre e scambiare materiale pedopornografico, commettendo un reato che può essere perseguito.

Un discorso a parte meritano le altre motivazioni: secondo l’ultima indagine di Telefono Azzurro e Eurispes (2012), infatti, lo 0,9% degli adolescenti dichiara di aver inviato proprie foto sessualmente esplicite perché minacciato/a, mentre il 2,3% dichiara di averlo fatto in cambio di denaro o di una ricarica telefonica. In quest’ultimo caso, i ragazzi cedono all’adulto l’immagine del proprio corpo in cambio di oggetti di uso che desiderano avere ma che, per diversi motivi, non possono acquistare (l’ipod, l’ipad, uno smartphone, una ricarica del cellulare, vestiti, borse firmate, etc.).

Ricordiamo qui che, secondo la legge italiana, se un adulto accetta di ricevere, in cambio di denaro o altre utilità (ad es, ricariche del cellulare) foto osè da un minorenne - che gliele invia di sua iniziativa - può essere accusato di atti sessuali con minorenne che si prostituisce (art. 600- bis secondo comma). Se, invece, la persona chiede al minorenne di inviare suo foto osè in cambio di denaro o altre utilità, viene accusato di istigazione alla prostituzione minorile (art. 660-bis primo comma). In entrambi i casi, quindi, si tratta di sfruttamento della prostituzione minorile.

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