Abuso e maltrattamento


Mi devo preoccupare se un bambino ha comportamenti sessualizzati?

Se l’esplorazione sessuale e del corpo costituisce un’importante e fisiologica tappa della crescita, che ogni bambino attraversa, alcuni comportamenti che si ripetono nel tempo e si manifestano con particolari caratteristiche, possono essere segnali di una situazione di stress o di disagio che il bambino sta vivendo. 

 
In particolare, è necessario monitorare e sottoporre all’attenzione di esperti quei comportamenti legati alla sfera sessuale che, in bambini al di sotto dei 12 anni , si verificano tra soggetti di età e/o sviluppo differenti o che non hanno reciproca relazione di gioco; sono sbilanciati rispetto ad altri aspetti della vita e degli interessi del bambino; sono significativamente differenti dagli altri bambini della stessa età; malgrado insistenti richieste di smettere, i bambini continuano a metterli in atto (ad es. in pubblico); provocano lamentele da parte degli altri bambini o hanno effetti negativi su di loro; sono diretti verso adulti; crescono nel tempo per frequenza, intensità o intrusività; causano dolore, disagio fisico o emotivo a se stessi o agli altri; si manifestano in un’espressione sessuale di tipo adulto; sono associati a paura, ansia, vergogna, sensi di colpa; sono preceduti, seguiti o accompagnati da rabbia e/o aggressioni verbali e/o fisiche.
 
Se un bambino mette in atto questi comportamenti, tuttavia, non vuol dire necessariamente che è stato vittima di un abuso sessuale. I comportamenti che non rientrano nel normale sviluppo sessuale del bambino, infatti, possono costituire una risposta ad una situazione stressante che il bambino sta vivendo. 
 
Un bambino che mostra questi campanelli d’allarme ha subito un abuso sessuale? 
 
I segnali comportamentali sopra menzionati sono indicativi del fatto che il bambino sta vivendo una situazione di disagio o una particolare difficoltà, ma possono prodursi in seguito a una grande varietà di eventi stressanti e non necessariamente sono riconducibili ad un abuso. Un bambino vittima di abusi, inoltre, può presentare alcuni di questi comportamenti, ma può anche non manifestarne nessuno. 
 
Tali segnali si possono manifestare in molteplici situazioni che causano disagio nel bambino (ad es. separazioni e divorzi dei genitori; altri eventi traumatici) e non sono riconducibili esclusivamente a situazioni di abuso sessuale.
 
È importante, dunque, capirli, tenendo conto della fase evolutiva che il minore sta attraversando e della grande variabilità individuale. La loro frequenza e la loro persistenza possono essere indicatori del disagio che il bambino sta vivendo: coglierli attentamente e tempestivamente è compito degli adulti di riferimento. Tuttavia che non spetta né ai genitori, né agli insegnanti, accertare se un abuso sia avvenuto o meno, ma al contrario il compito dell’adulto responsabile è quello di riferire il sospetto di abuso alle persone competenti.  

 

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