Abuso e maltrattamento


Cosa si intende per violenza domestica?

Per violenza domestica si intende “ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto soggetti che hanno/hanno avuto una relazione di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo” (OMS, 1996).

Per violenza assistita in ambito domestico si intende ogni situazione nella quale un bambino assista alla violenza tra soggetti appartenenti al nucleo familiare.  Anche laddove una donna sia oggetto di violenza da parte del compagno, esistono due vittime: la donna, direttamente colpita, e il bambino che assiste.
 
La diffusione degli episodi di violenza domestica
È stato stimato (ONU, 2006) che ogni anno in tutto il mondo un numero di bambini compreso tra 133 e 275 milioni assiste a episodi di violenza domestica.
Secondo l’ISTAT (2007) tra le donne che hanno subito violenze ripetute da parte del partner, sono 690 mila quelle avevano figli al momento della violenza; il 62,4% di queste ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più di questi episodi: nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso.
Considerando i dati di Telefono Azzurro, nel 2012 su 2175 segnalazioni pervenute al Centro Nazionale di Ascolto, il 5% dei casi era relativo a situazioni di violenza domestica, dato quasi analogo a quello del  Servizio 114 Emergenza Infanzia, dove, su 1524 casi segnalati  i casi di violenza domestica sono stati il 5,6%. 
 
La legge italiana
Il 19 giugno 2013 è stata ratificata in Italia la "Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica", la cosiddetta Convenzione di Istanbul. La Convenzione prevede che siano garantiti protezione e supporto ai bambini testimoni di violenza domestica, propone l’introduzione di circostanze aggravanti nel caso in cui il reato sia stato commesso su un bambino o in presenza di un bambino e il ricorso, se necessario, a misure di protezione specifiche, che prendano in considerazione il superiore interesse dei bambini e degli adolescenti coinvolti in episodi di violenza domestica.

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