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Bullismo


Come può un genitore accorgersi se il proprio figlio è vittima di bullismo?

In generale, é importante che i genitori prestino attenzione ad alcuni campanelli di allarme. Per il bullismo, tra gli altri: il figlio ha spesso vestiti stracciati o sgualciti, libri o oggetti rovinati quando torna da scuola; ha lividi, ferite, tagli e graffi per i quali non riesce a fornire una spiegazione; non invita a casa i compagni di classe o i coetanei e raramente trascorre del tempo con loro; smette di andare su Internet o controlla i propri profili sui social network in continuazione; ha paura di andare a scuola, negli altri luoghi di aggregazione che prima frequentava abitualmente o su Internet. Inoltre, possibili campanelli di allarme sono mal di stomaco o mal di testa frequenti prima di andare nei luoghi di aggregazione dove gli episodi avvengono (scuola, palestra…), così come gli sbalzi di umore, facilità di irritazione o scatti d’ira. Rispetto ai comportamenti, ancora, possono essere campanelli di allarme anche le frequenti richieste di denaro in casa (o l’uso della carta di credito senza il permesso dei genitori) così come gli improvvisi cali, ad esempio, nel rendimento scolastico.

Anche il genitore di un ragazzino che mette in atto comportamenti “da bullo” può notare alcuni campanelli di allarme: in genere hanno difficoltà relazionali e/o sono spesso aggressivi non solo verso i compagni, ma anche verso gli adulti, di cui con difficoltà riconoscono l’autorità. Queste difficoltà relazionali in alcuni casi rientrano in veri e propri disturbi della condotta. Spesso, inoltre, le difficoltà relazionali si associano ad uno scarso rendimento scolastico. Altri campanelli di allarme possono essere il possesso di oggetti (cellulare, soldi, etc.) di cui il genitore non riesce a comprendere la provenienza. 

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Bullismo


Per saperne di più

I Quaderni di Telefono Azzurro (clicca sul titolo per leggere il Quaderno in formato pdf):
 
La biblioteca di Telefono Azzurro 
  • “Il bullismo”

​Richiedibile a Telefono Azzurro tramite numero verde: 800090335 oppure tramite indirizzo mail: info@azzurro.it

 
Link utili:
 

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Bullismo


Consigli per ragazzi

Per la vittima non è semplice reagire alle prepotenze. Tuttavia, ci sono alcuni comportamenti che possono essere d’aiuto.

Ecco alcuni consigli utili:

  • non vergognarti per ciò che accade, non è in alcun modo colpa tua;
  • ricordati che chiedere aiuto non significa essere una spia o un debole, ma è il primo passo per risolvere la situazione;
  • sforzati di parlare con gli adulti e chiedi il loro aiuto senza vergognarti;
  • racconta agli insegnanti quello che accade, magari con l’aiuto e l’appoggio di qualche compagno; 
  • parlane con la tua famiglia;
  • l’isolamento non è una soluzione. Altri ragazzi possono essere stati coinvolti in episodi di bullismo, ricordati che non sei solo;
  • rivolgiti a Telefono Azzurro: per avere consigli o se vuoi parlare con qualcuno di quello che ti è accaduto, puoi chiamare il numero gratuito di Telefono Azzurro 1.96.96, attivo tutti i giorni dell'anno, 24 ore su 24! Puoi contattarci anche via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono Azzurro!
 

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Consigli per adulti

L’educazione dei ragazzi è una responsabilità della famiglia e della scuola: insegnanti e genitori devono imparare a riconoscere il bullismo, a fermare le prepotenze e supportare i ragazzi coinvolti. E’ importante che gli adulti, genitori e insegnanti, tengano presente che il monitoraggio e l’intervento sul bullismo devono avere continuità nel tempo, poiché intervenire saltuariamente su qualche episodio non risolve il problema. Gli adulti responsabili del benessere dei ragazzi devono collaborare in modo da creare omogeneità negli interventi e nelle risposte al bullismo. Gli adulti sono dei modelli per i bambini e i ragazzi, possono quindi fornire buoni esempi e strumenti utili per come entrare in relazione con gli altri.
 

Alcuni consigli per i genitori

  • Prestare attenzione ai diversi segnali di malessere dei figli;
  • promuovere comportamenti relazionali positivi in famiglia: i figli fanno riferimento, prima di tutto, ai modelli che imparano dai genitori;
  • mettere in atto modelli educativi che si fondano sull’accettazione, l’ascolto, la valorizzazione e il rispetto per l’altro, l’empatia e la collaborazione;
  • creare un clima nel quale i figli possano sentirsi liberi di parlare ai genitori di ogni argomento, compresi i rapporti con i compagni di scuola;
  • trovare insieme ai figli strategie utili per fare fronte ai problemi, valorizzando l’iniziativa dei ragazzi;
  • stimolare i ragazzi a trovare attività nuove e gratificanti, anche al di fuori della scuola, che possano aumentare la loro autostima;
  • parlare e confrontarsi con gli insegnanti;
  • informare i figli della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero 1.96.96, oppure attraverso la chat, attiva tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono Azzurro!”.
     

Alcuni consigli per gli insegnanti

  • Prendere consapevolezza del problema e non minimizzarlo, intervenendo prontamente di fronte a episodi di prepotenza, dando sostegno alle vittime ma considerando i bulli come persone da aiutare, oltre che da fermare;
  • far capire da subito ai ragazzi che è importante affrontare il bullismo, creando un clima di ascolto reciproco e di fiducia;
  • analizzare i bisogni della specifica scuola e monitorare costantemente il fenomeno (diffusione, frequenza degli episodi, numero dei ragazzi coinvolti, tipologie di bullismo), eventualmente anche con l’aiuto di un esperto;
  • invitare i ragazzi a chiedere aiuto, spiegando che questo non è un atto di debolezza né un comportamento da “spia”, ma un modo coraggioso per fermare il bullo;
  • promuovere una politica scolastica antibullismo, in stretta collaborazione con i dirigenti scolastici e il personale non docente;
  • promuovere una cultura di gruppo basata su solidarietà, collaborazione, empatia;
  • trovare una soluzione insieme ai ragazzi, coinvolgerli in modo attivo nella ricerca di strategie per risolvere il problema
  • valorizzare il dialogo scuola-famiglia, creare un’alleanza educativa e un clima di collaborazione con i genitori degli studenti.
 

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Bullismo


Come contrastare il fenomeno del bullismo?

Prevenire

La strategia migliore per combattere il bullismo è la prevenzione, alla base della quale c’è la promozione di un clima culturale, sociale ed emotivo in grado di scoraggiare sul nascere i comportamenti di prevaricazione e prepotenza.. La scuola è il primo luogo di relazioni sociali per i bambini e, in virtù del suo ruolo educativo, ha la responsabilità di farsi portavoce di alcuni valori che possono aiutare a prevenire il bullismo, come promuovere la conoscenza reciproca, favorire l’autostima dei ragazzi, insegnare l’apertura verso la diversità e il rispetto degli altri, insegnare ad affrontare i conflitti invece di negarli, spiegare l’importanza del rispetto di regole di convivenza condivise.  
 

Riconoscere

Riconoscere il bullismo non è sempre facile. Da parte di insegnanti e genitori sono necessari ascolto ed osservazione dei ragazzi. 
 

Intervenire

Più il tempo passa, più i ruoli si definiscono e le conseguenze diventano dannose. Contro il bullismo si dovrebbero attivare sia la scuola che la famiglia: è importante che genitori e insegnanti comunichino tra loro e si metta in atto un intervento condiviso e coerente. Se un genitore ha il sospetto che il proprio figlio sia vittima o autore di episodi di bullismo, la prima cosa da fare è parlare e confrontarsi con gli insegnanti. Viceversa, se è un insegnante ad accorgersi di atti di bullismo, dovrebbe convocare i genitori, sia del bullo che della vittima, e organizzare insieme una strategia condivisa per porre fine alle prevaricazioni
 

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