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Abuso e maltrattamento


Cosa posso fare se vengo a conoscenza di un abuso?

Gli adulti hanno il compito e la responsabilità di tutelare i bambini e gli adolescenti. In caso in cui si venga a conoscenza di un abuso a danno di un minore, è possibile far riferimento a:

  • Forze dell’Ordine (Polizia o Carabinieri), Procure presso il Tribunale Ordinario e presso il Tribunale per i Minorenni: in presenza di un ragionevole sospetto la denuncia è un passo necessario. Le Forze dell’Ordine e la Procura presso il Tribunale Ordinario si occupano di individuare l’abusante ed accertarne le responsabilità, mentre la Procura presso il Tribunale per i Minorenni si occupa della tutela del bambino e favorisce l’adozione di tutti i provvedimenti utili a ristabilire una condizione familiare tutelante.
  • Servizi Sociali Comunali, Consultori ASL: nel caso in cui vi sia un dubbio rispetto ad un abuso, i servizi sociali possono svolgere un’indagine psico-sociale al fine di raccogliere ulteriori informazioni/elementi di valutazione. Il supporto di psicologi e neuropsichiatri infantili è indispensabile per il recupero di uno stato di benessere e può inoltre aiutare gli adulti a gestire le proprie emozioni e a trovare il modo più efficace per supportare il bambino.
  • Pronto Soccorso/Pronto Soccorso pediatrico: i medici possono svolgere accertamenti ed esami clinici, anche volti ad indagare la natura di eventuali disturbi fisici manifestati dal bambino, anche se è importante ricordare che cont rariamente a quanto spesso si pensa, infatti, non sempre sono presenti segni fisici evidenti, e alcuni dei segni presenti (ad esempio, un arrossamento) possono essere dovuti a fattori diversi da un abuso.
  • Telefono Azzurro al numero 1.96.96, per ricevere una consulenza da parte di professionisti esperti oppure il Servizio 114 Emergenza Infanzia, per fare una segnalazione. Anche i bambini e gli adolescenti dovrebbero essere informati della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero 1.96.96, oppure attraverso la chat, attiva tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono Azzurro!”.
 

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Abuso e maltrattamento


Quali sono le possibili conseguenze di un abuso?

Innanzitutto è importante ricordare che non esiste una “sindrome del bambino abusato” per nessuna delle tipologie di abuso riportate. Gli esiti psicopatologici conseguenti ad un evento traumatico, quale può essere un abuso o un maltrattamento in età infantile, sono infatti aspecifici e non riconducibili in maniera inevitabile ad una forma particolare di abuso. Ad esempio, a differenza di quanto comunemente si pensi, i bambini che assistono ad episodi di violenza domestica mostrano sintomi e disturbi molto simili a quelli di bambini direttamente maltrattati o abusati.

Le conseguenze psicopatologiche derivanti da un abuso non sono predeterminate, ma dipendono dalla durata e dall’invasività dell’abuso subito, dall’eventuale compresenza di più forme di maltrattamento, dall’età del minore al momento dell’abuso, dalla presenza di eventuali fattori protettivi (es. supporto familiare), dal temperamento del bambino. 
 
L’esperienza di un abuso in età infantile può comunque rappresentare una condizione di rischio per una ampia gamma di disturbi e difficoltà di adattamento e può avere conseguenze psicopatologiche anche molto gravi. Occorre tuttavia ricordare che ogni caso è a sé e che non tutti i bambini vittime di abusi svilupperanno le stesse conseguenze. 

Il maltrattamento infantile è associato ad un elevato rischio di sviluppare episodi depressivi ricorrenti e persistenti (Nanni et al., 2011). L’abuso sessuale, in particolare, ha una relazione particolarmente forte e consistente con sintomi depressivi e ansiosi (Copeland et al, 2007; Caffo et al, 2005); è stata inoltre riscontrata un’associazione con i disturbi del comportamento (Smith et al, 2006). 
 

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Abuso e maltrattamento


Cosa si intende per violenza domestica?

Per violenza domestica si intende “ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto soggetti che hanno/hanno avuto una relazione di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo” (OMS, 1996).

Per violenza assistita in ambito domestico si intende ogni situazione nella quale un bambino assista alla violenza tra soggetti appartenenti al nucleo familiare.  Anche laddove una donna sia oggetto di violenza da parte del compagno, esistono due vittime: la donna, direttamente colpita, e il bambino che assiste.
 
La diffusione degli episodi di violenza domestica
È stato stimato (ONU, 2006) che ogni anno in tutto il mondo un numero di bambini compreso tra 133 e 275 milioni assiste a episodi di violenza domestica.
Secondo l’ISTAT (2007) tra le donne che hanno subito violenze ripetute da parte del partner, sono 690 mila quelle avevano figli al momento della violenza; il 62,4% di queste ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più di questi episodi: nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso.
Considerando i dati di Telefono Azzurro, nel 2012 su 2175 segnalazioni pervenute al Centro Nazionale di Ascolto, il 5% dei casi era relativo a situazioni di violenza domestica, dato quasi analogo a quello del  Servizio 114 Emergenza Infanzia, dove, su 1524 casi segnalati  i casi di violenza domestica sono stati il 5,6%. 
 
La legge italiana
Il 19 giugno 2013 è stata ratificata in Italia la "Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica", la cosiddetta Convenzione di Istanbul. La Convenzione prevede che siano garantiti protezione e supporto ai bambini testimoni di violenza domestica, propone l’introduzione di circostanze aggravanti nel caso in cui il reato sia stato commesso su un bambino o in presenza di un bambino e il ricorso, se necessario, a misure di protezione specifiche, che prendano in considerazione il superiore interesse dei bambini e degli adolescenti coinvolti in episodi di violenza domestica.

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Abuso e maltrattamento


Cosa si intende per trascuratezza?

Il termine trascuratezza (in inglese, neglect) fa riferimento ad una inadeguata attenzione da parte delle figure genitoriali rispetto ai bisogni evolutivi e alle necessità di un bambino. E’ possibile distinguere differenti tipologie: 

  • Incuria: Il bambino riceve cure insufficienti rispetto ai bisogni fisici e psicologici propri della sua età e del suo momento evolutivo
  • Discuria: Il bambino riceve cure distorte e inadeguate rispetto all’età, attraverso la richiesta di prestazioni superiori alla sua età/possibilità, l’accudimento tipico di bambini più piccoli o l’iperprotettività
  • Ipercura: Il bambino riceve cure eccessive, caratterizzate da una inadeguata e dannosa medicalizzazione.
 
La diffusione della trascuratezza
Secondo ricerche internazionali , la trascuratezza (o neglect) è la forma di abuso più diffusa.
Nell’anno 2012, su 2175 segnalazioni pervenute al Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, l’1,6% ha riguardato situazioni di trascuratezza. Su 1524 casi segnalati al Servizio 114 emergenza Infanzia, invece, i casi di trascuratezza sono stati l’8,9%.

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