Il Presidente Grasso e il Ministro Fedeli al Congresso “Child Dignity in the Digital World”

La giornata di apertura del Congresso Mondiale “Child Dignity in the Digital World” (Pontificia Università Gregoriana, 3-6 ottobre) è stata arricchita dalla presenza e dalla preziosa testimonianza del governo e delle istituzioni italiane. In particolare, hanno voluto fornire il loro contributo al congresso, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ed il presidente del Senato, Pietro Grasso. I loro rispettivi interventi hanno senza dubbio impreziosito un panel di apertura, che ha visto tra i relatori il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, Coordinatore scientifico dell’evento; il segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro ParolinPadre Hans Zollner, presidente del Center for Children Protection (CCP); Joanna Shields, rappresentante speciale del governo inglese in tema di Internet Safety, nonché fondatrice di WeProtect UK. Infine, a completare il programma degli interventi, quelli del rettore della Pontificia Università GregorianaPadre Nuno da Silva Conçalves, ed il Preposito generale dei Gesuiti, Arturo Sosa Abascal.

«È un momento importante. Di denuncia, senza dubbio. Ma anche di consapevolezza: stiamo guardando insieme i mali che mettono a rischio le nuove generazioni e stiamo discutendo degli strumenti e degli interventi da mettere in campo per debellarli e costruire società giuste, in cui ogni giovane possa crescere in maniera libera e sana», ha esordito la ministra Fedeli.

Nel corso del suo intervento, il rappresentante dell’esecutivo ha focalizzato la sua attenzione su due questioni di capitale importanza. Due sfere che si configurano come intimamente correlate e rispetto alle quali è necessaria una governance condivisa ed un approccio olistico. Per tutelare, preservare la prima, senza tralasciare le opportunità offerte dalla seconda. La dignità dei minori, in primo luogo, che «va tutelata e salvaguardata sempre, in rete e fuori dalla rete»; ed internet, le cui potenzialità non vanno trascurate e del quale «bisogna riconoscere l’innovazione positiva che consente di introdurre nelle nostre società». L’importanza delle due questioni emerge dal dossier di Telefono Azzurro, “Abuso sessuale e Pedofilia”, richiamato dallo stesso ministro, secondo il quale, tra l’altro, si stima che circa diciotto milioni di bambini in Europa siano vittime di abusi sessuali.

Come principale antidoto rispetto alle violazioni della dignità dei minori, il ministro Fedeli individua quale strumento politico e culturale «una grande alleanza educativa che veda insieme scuola, famiglie, istituzioni, territori, media e nuove piattaforme e tecnologie». Oltre all’apporto delle istituzioni, la Fedeli ha voluto sottolineare il ruolo che la scuola può ricoprire in questa azione da svilupparsi su più binari: «una scuola funziona, raggiunge il suo obiettivo se non lascia indietro nessuno. Se sa intercettare i bisogni, le debolezze, le esigenze di ogni ragazza e di ogni ragazzo e sa intervenire per colmarli». Quindi un passaggio che connota l’impegno ad un’azione concreta, con l’istituzione di un gruppo del lavoro sull’adolescenza, presso il Miur, e la firma di un Protocollo con l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza «che rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso»; così come, parimenti, lo stanziamento di 840 milioni di euro, al fine di «consolidare e sviluppare competenze e capacità digitali nelle nuove generazioni». Quindi, in conclusione, il richiamo alla sfida di respiro globale raccolta dal Congresso si chiuderà il 6 ottobre. Una sfida che richiede risposte globali.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel suo intervento ha ribadito proprio la necessità di porre in essere un’azione che deve necessariamente essere quanto più inclusiva e che deve rivolgersi, inoltre, ad una pluralità di stakeholders.

«Sono un convinto sostenitore della rete – ha affermato il presidente del Senato - degli strumenti digitali in generale, che offrono stimoli preziosi ed un accesso accresciuto al confronto e alla conoscenza. Ma come tutti i mezzi - prosegue - possono essere amplificatori di fragilità».

Con il primario obiettivo di difendere la dignità ed i diritti dei minori dalle distorsioni che il potente mezzo della rete può produrre, Grasso ha posto l’accento sulla necessità di adottare un «approccio collettivo, che si estenda a tutta la società civile, dalla scuola alla Chiesa, dai media alle istituzioni, per istruire i ragazzi all’utilizzo di tali strumenti». In conclusione, il presidente del Senato ha voluto richiamare il bisogno di intraprendere un dialogo costruttivo con le giovani generazioni«perché spesso i pericoli proliferano nell’assenza di comunicazione».

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