CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL CONGRESSO “CHILD DIGNITY IN THE DIGITAL WORLD”

La Pontificia Università Gregoriana ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del Congresso mondiale “Child Dignity in the Digital World”, che si svolgerà dal giorno successivo fino al 6 ottobre presso lo stesso ateneo. Si tratta di un evento inedito e per certi aspetti di importanza storica, trattandosi del primo congresso con l’obiettivo dichiarato di elaborare soluzioni su scala globale per la tutela e la protezione di quella fascia di bambini ed adolescenti, che si aggira intorno agli ottocento milioni nel mondo, esposta al rischio di divenire vittima di sextortionsextingcyberbullismo e molestie on-line.


«Questa conferenza è il risultato di due anni di preparazione» afferma Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e coordinatore scientifico del Congresso. «Si tratta di un punto di partenza. L’obiettivo è quello di aprire una discussione costruttiva in merito ad un’area non ancora troppo sviluppata in termini di percezione ed approcci da adottare ». Alla presenza di varie testate e media provenienti da ogni parte del mondo, hanno animato la conferenza, oltre al presidente Caffo, Hans Zollner, presidente del Center for Children Protection (CCP), chiamato a presiedere il Congresso; Joanna Shields, rappresentante speciale del governo inglese in tema di Internet Safety, nonché fondatrice di WeProtect UK; ed Ernie Allen, dell’International Advisory Board di WeProtect.

Zollner ha esordito sottolineando la centralità di un evento la cui eterogeneità di contributi, in termini di expertise e di estrazione culturale, ne rappresenta uno dei caratteri salienti, nonché l’indiscutibile valore aggiunto ai fini dell’adozione di politiche concrete. La stessa autorevolezza degli attori coinvolti poi, ed è questo un punto richiamato con consenso unanime dai diversi relatori, «richiede un’integrazione ed uno sforzo di coordinamento molto forte tra le diverse anime», sostiene il presidente Caffo.

Ernie Allen, dal canto suo, scende a fondo nella struttura e nell’organizzazione dell’evento, con un pomeriggio di apertura, quello del 3 ottobre, caratterizzato, tra gli altri, dagli interventi del presidente del Senato, Pietro Grasso, e del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Il giorno successivo, il congresso assumerà connotati più propriamente scientifici, con l’analisi dello stato dell’arte in un settore, quello digitale, ed il suo impatto sulle categorie più vulnerabili, quali quella dei bambini, per ampi tratti ancora inesplorato. «Uno dei temi di importanza capitale è capire ed individuare quali azioni mettere in campo al termine di questa settimana di confronto - afferma Allen – in un lavoro che sfoci in un vero e proprio Action Plan per il futuro». Joanna Shields ha voluto porre l’accento, anche in questo caso esprimendo un concetto ampiamente condiviso dai suoi colleghi al tavolo, «sull’opportunità senza precedenti di giocare un ruolo attivo come global community su un tema così delicato ed in continua evoluzione».

Le sollecitazioni della stampa e dei media internazionali presenti alla conferenza hanno fornito lo spunto per arricchire alcuni passaggi, tra cui, al centro, quello dell’aspetto dinamico della tematica, che richiede per tale ragione uno sforzo di governance ancor più accentuato e condiviso. «Se pensiamo che cinquecento milioni di persone solo in India avranno accesso ad internet nei prossimi due anni, di cui circa la metà è stimata essere al di sotto dei diciotto anni, e che questi sono per la maggior parte senza difese e senza conoscenze adeguate circa un sano accesso alla rete, l’estensione globale della questione emerge con vigore, parallelamente alla necessità di affrontarla con un approccio di ampio respiro» afferma Zollner. «La grande sfida di questi giorni di dibattito e del prossimo futuro - sottolinea il presidente Caffo - è quella di tradurre la ricerca e la multidisciplinarietà dei contributi in materia in azione ed in politiche concrete».

A connotare i vari panel, oltre alla presenza di accademici e membri del governo, anche piattaforme social come Facebook, che conta ormai un bacino da due miliardi di utenti, la cui partecipazione senz’altro può contribuire a fornire maggiore efficacia alle iniziative elaborate in tale ambito.

Per maggiori informazioni: 
www.childdignity2017.org